La lettura di Mondi senza fine di Ken Follet continua abbastanza bene, senza correre ne dimenticarmi del libro ho letto circa 700 pagine.
Il mio parere dopo solo 200 pagine era di fiduciosa attesa di qualcosa, ora il romanzo si legge con abbastanza interesse, il modo di scrivere di Ken Follett e' fluido e chiaro, pero' secondo me, la trama non e' abbastanza solida come ne I pilastri della terra dove attraverso la storia della costruzione di una cattedrale che coinvolge alcune famiglie e il priorato di Kingsbridge si conosce il feudalesimo inglese del XII secolo. In Mondi senza fine lo scrittore unisce le storie a volte incrociate di alcuni personaggi, ma lo sfondo non da una solida e continua trama. Molto positivi sono i tratti di alcune figure femminili del romanzo, come Caris e Gwenda che combattono contro un destino piu' forte di loro, essendo entrambe nate da umili famiglie combattono contro ogni avversita' e potere, quello dei signori feudali, del re dei frati e della chiesa. Ora fino altermine del libro non puo' che aumentare l'interesse, anche perche' sullo sfondo c'e' la terribile peste, che dara' sicuramente motivo di nuovi fatti.
Il tifo riminese sale a Brescia al seguito della squadra, fiducioso di continuare la tradizione positiva degli ultimi anni. In un freddo pomeriggio prenatalizio il primo impatto e' piu' che negativo. Usciti dalla tangenziale di Brescia ci attende il solito servizio di Polizia e Carabinieri per scortarci allo stadio, la sorpresa e' quella di dover scendere dai comodi pullman per salire su mezzi che, a detta dei responsabili il servizio, sono sicuri, infatti hanno le griglie al posto dei finestrini, ma i vetri non ci sono piu'! Si sale per gli ultimi sei o sette chilometri che ci separano dallo stadio su questi bidoni che garantiscono si' da eventuali lanci di pietre, ma fanno battere i denti. Allo stadio non cambia l'umore, si entra su curve vecchie e distanti dal campo di gioco, oltretutto ingabbiate in reti, anche sopra, che rendono difficile vedere bene il campo di gioco. Va be!
Comincia la partita, il Brescia e' padrone del campo per i primi venti minuti, poco dopo un errore dei difensori locali mette Jeda solo davanti al portiere, giunto al limite dell'area il brasiliano ha fretta di tirare mentre poteva ancora avvicinarsi alla porta, ne esce un tiro appena alto. L'ultimo quarto del primo tempo e' di marca biancorossa, col Brescia che sembra avere esaurito la spinta e il Rimini che fa danzare il pallone a lungo davanti al portiere Viviano: un tiro di Pagano viene deviato dal portiere, raccoglie Valiani che effettua un diagonale che attraversa tutta la porta senza entrare e senza la deviazione di Ricchiuti che si trovava a due passi dalla porta. Comunque giusto il risultato alla fine del primo tempo.
La ripresa inizia col Rimini in avanti, ma dura poco, riprende a spingere il Brescia e su una ribattuta in area biancorossa Possanzini raccoglie indisturbato e infila Consigli. Non c'e' reazione ne lucidita', anzi il Rimini sbanda paurosamente, i locali vanno ancora vicino al raddoppio con Consigli che salva ma niente puo' poco dopo su stoccata di Tacchinardi che al volo da lunga rimessa con le mani di Stankevicius infila il portiere riminese per la seconda volta. Risultato comunque giusto e fino alla fine non succede piu' niente perche' il Rimini dopo il primo gol subito e' scomparso dal campo, e' mancata la lucidita' necessaria per cambiare qualcosa, non c'e' stata reazione, ci vuole almeno un po' di grinta. Da salvare solo il portiere Consigli, che ha evitato un passivo piu' pesante. Anche Acori negativo come tutta la squadra: quando l'allenatore avversario cambia qualcosa non riesce a rispondere con una contromossa tattica, Cosmi nella ripresa ha tolto un difensore che non serviva perche' il Rimini giocava con una sola punta, rinforzando il centrocampo, il Rimini e' rimasto col solito modulo. Le partite andrebbero lette meglio anche mentre si svolgono per operare quegli accorgimenti necessari alle fasi del gioco.
Sperando che alla ripresa dopo le vacanze vada meglio, auguri a tutti.
Direi subito di ritenere scandaloso il commento tecnico fatto sulla partita a Novantesimo Minuto su Raidue: Rimini -Pisa e' stata descritta come una partita scarsa dove il Rimini ha giocato un buon primo tempo ed il Pisa sta rallentando la sua marcia in classifica, inoltre nel filmato si e' rimarcata l'unica azione del Pisa del primo tempo parata da Consigli, senza dire che i biancorossi di occasioni ne hanno avute tante.
Rimane comunque una grossa delusione per un risultato mai cosi' bugiardo, checche' ne dica Acori, si tanto gioco, ma non si puo' giocare cosi' bene e fare solo un gol poi prendere il pareggio a pochissimi minuti dal termine su contropiede e solita dormita difensiva. Una delusione maggiore di quella per la sconfitta di Trieste perche' a Trieste come oggi si e' subito il gol con un tiro sporco dopo l'unica vera distrazione difensiva ma a Trieste si e' giocato contro una squadra chiusa che pur subendo qualcosa ha concesso molto poco ed e' stata inesorabile nell'unica occasione capitatale, oggi il Pisa ha subito pesantemente il gioco del Rimini ma non e' stato sufficiente per vincere.
La cronaca del primo tempo, in un pomeriggio con la minaccia della neve, e' la cronaca di un Rimini da spettacolo, azioni in velocita' di prima e Pisa in grossa difficolta'. Tra le tante azioni un bel tiro poco sopra la traversa di Cardinale, la traversa colpita da Pagano e al quarto d'ora il gol di Jeda: azione da manuale del calcio, Jeda entra in area dopo una sua bella discesa, scambia con Valiani e riceve per scaricare di destro in rete. Poi ancora Rimini, Jeda che davanti al portiere invece di tirare passa la palla e sfuma l'azione e altre azioni mancate d'un soffio, in mezzo l'unica azione del Pisa con parata non difficile di Consigli.
La ripresa e' piu' equilibrata, il Pisa prova a rendersi pericoloso, sopratutto dopo circa un quarto d'ora, quando il centrocampo del Rimini fatica a filtrare,con Cardinale, tra i migliori,ammonito, e Paraschiv stanco. Ma sono sempre i biancorossi i piu' pericolosi, anche perche' il Pisa si scopre in difesa e lascia spazi, come nell'occasione del pallone sui piedi di Jeda che non riesce a tirare in porta. Si arriva cosi' al minuto 89' e alla beffa: palla persa a centrocampo, saltato Regonesi e cross dal fondo, davanti al portiere si contrastano Milone e Castillo, Milone non e' perfetto in chiusura e la punta del Pisa nel contrasto infila Consigli con un tiro sporco che rotola dentro. A poco serve la determinazione del solito Ricchiuti che prende palla al limite e da sinistra batte in rete un tiro respinto dal portiere pisano, finisce 1- 1 .
Chi si e' inserito con un commento sulla gita in pulmann a Trieste col Rimini mi da lo spunto per alcune considerazioni a proposito.
Non commentiamo il lato tecnico del calcio ma, appunto le gite. Ho girato l'Italia, ne ho vista un po, ma mi manca ancora molto, la gita in pulmann diretti ai vari stadi non permette di vedere granche' ma qualcosa si, ed e' meglio di niente.
Ricordo volentieri l'autostrada che porta a San Benedetto del Tronto per poi girare ad Ascoli e la sua conca, permette di ammirare il mare da un lato e i monti dall'altro che sono la bella caratteristica delle Marche.
Come non ricordarsi dei paesaggi che si vedono da Parma alla Spezia lungo il passo della Cisa? e poi della vista della citta' della Spezia e il suo bel lungomare?
Nonostante per arrivare a Mantova si attraversi tutta la pianura padana, essendo stato un giorno di bel sole autunnale c'e' stata la possibilita' di osservare nei campi che costeggiano l'autostrada del Brennero tanti volatili come aironi bianchi, aironi cenerini e altri uccelli, ormai abituati al vicino il passaggio degli automezzi.
La recente trasferta a Trieste ha permesso di dare un occhiata al Friuli, alle sue montagne innevate ben visibili, lontane circa novanta chilometri in linea d'aria. Verso Trieste appena usciti dall'autostrada sulla sinistra era ben visibile il sacrario di Redipuglia, dedicato ai soldati caduti durante la prima guerra mondiale, steso su una delle tante colline carsiche. L'emozione maggiore e' stata pero' quando il pulmann ha imboccato i viadotti che portano alla citta' di Trieste: la vista e' straordinaria, un bellissimo golfo con da un lato la citta' friulana e dall'altro della costa i paesini della Slovenia. Purtroppo pero' a Trieste ci sono anche troppi edifici in cemento che deturpano il paesaggio in maniera esagerata, perche' in posizione strategica di visibilita' e sembra impossibile che qualcuno possa aver solo pensato di alzare tali strutture.
Queste sono le trasferte al seguito del calcio, condite anche dall'allegria e spensieratezza della tanta gioventu' al seguito che non manca di tenere alta l'attenzione quando di ritorno si e' stanchi ed il morale quando si perde.
Dopo una serie di quattro vittorie consecutive il Rimini va a Trieste, sul campo di una squadra a sua volta in serie positiva da tre turni.
In gruppo con pulmann e auto, circa duecento tifosi, ci accingiamo ad arrivare a Trieste, lasciando la pioggia in Romagna. Il primo impatto entrando al "Nereo Rocco" di Trieste e' bellissimo, in una citta' che pur dal pulmann e solo attraverso la strada che scende allo stadio, non lontano dal mare, pare molto bella, come il suo stadio, forse il migliore di tutta la serie B.
Passa in fretta l'attesa per il fischio d'inizio, i nostri biancorossi, oggi in divisa blu e con la solita formazione, partono bene e fanno le cose migliori. Dopo circa un quarto d'ora una bella azione con Pagano che crossa sotto porta per Jeda, che manca l'impatto d'un soffio. La Triestina sta molto chiusa e quando riesce ad avvicinarsi all' area del Rimini lo fa solo con delle punizioni. Nel finale di tempo un occasione d'oro, con Pagano che controlla e tira sul primo palo, alla sinistra del portiere Dei, che pero' riesce a neutralizzare il tiro. Il primo tempo finisce senza reti, ma e' ben giocato dal Rimini che manca solo nei passaggi decisivi ma concede poco.
Anche la ripresa inizia con un buon Rimini, questa volta e' Peccarisi che su corner del solito Pagano si vede ribattuta un incornata destinata alla rete. Inaspettatamente passa la Triestina, da un pallone perso in attacco da Cristiano si avvia il contropiede dei friulani che arrivano in area biancorossa e su dormita di tutta la difesa, l'unica, battono Consigli con Rossetti che sbuca da sinistra, non visto da nessuno.
Da qui' il Rimini invece di migliorare si perde, anche perche' la solida Triestina si chiude sempre piu' e porta a casa la vittoria. Non hanno inciso i cambi di Acori, che tra l'altro ha si' inserito una punta in piu', Vantaggiato, ma relegando l'uomo piu' pericoloso, Pagano, a fare il difensore, con risultati negativi per lui e per il gioco.
Il pareggio era il risultato piu' giusto, ma i padroni di casa sono una squadra solida, come e' nelle caratteristiche del suo tecnico Maran. Il Rimini appunto ha fatto solo un errore, che purtroppo e' stato decisivo.
Siamo stati a Ravenna, circa tremila tifosi col Rimini, ma i biancorossi scesi sul campo del Ravenna non hanno espresso il gioco spumeggiante degli ultimi due incontri casalinghi con Cesena e Vicenza, quello che conta e' comunque avere centrato la quarta vittoria consecutiva ed essere entrati in piena zona play off.
Acori sceglie la solita formazione e si inizia, dopo i primi minuti di gioco i padroni di casa giocano abbastanza chiusi, cercano poi di salire e creare qualche pericolo a Consigli, proprio in questa fase i biancorossi colpiscono: da una punizione dai quaranta metri sulla fascia destra Pagano pennella un cross perfetto sulla testa del gigante Peccarisi, che deposita in fondo al sacco, Ravenna 0 Rimini 1. E' il momento migliore del Rimini, che dopo il gol si riversa nella difesa del Ravenna con i suoi fantasisti, che fanno gioco e mancano il raddoppio solo per la scarsa giornata di Jeda, che non si rende mai pericoloso ed ha lasciato per un giorno al Neri i suoi tocchi vellutati e i suoi assist di testa. Poi la partita si addormenta, anche per la scarsa levatura dei ravennati che pur in svantaggio non si rendono mai pericolosi. Anche la ripresa e scarsa di gioco, da ricordare due spunti di Ricchiuti, uno da sinistra attraversa tutta la porta ed esce dallla linea di fondo a destra, l'altro scheggia la traversa; anche Pagano ha la sua occasione e se la vede respinta in corner dal portiere del Ravenna. Ci si trascina stancamente alla fine, con i padroni di casa che non riescono a creare grossi pericoli al Rimini e con Acori, che ogni tanto si dimentica di poter usufruire di tre cambi dalla panchina, infatti sostituisce Valiani con La Camera solo al 35° e Jeda con Vantaggiato al 40°. (e Parashiv?).
Una nota ai migliori del Rimini, mi sembra Cardinale, un guerriero sempre presente e Ricchiuti, ad un certo punto era l'unico davanti a creare pericolo a lottare e a subire i colpi spesso oltre il limite dei ravennati.