Portata a termine la lunga lettura del romanzo si puo' tracciare un giudizio definitivo.
Inizio col dire che il primo del genere e' sempre il migliore: "I plastri della terra" e' stata una novita', per la particolarita' nel trattare argomenti come il Medioevo, la chiesa, il feudalesimo, questo e' appunto la continuazione.
Senz'altro dopo circa le prime 200 pagine, che sono servite a familiarizzare con l'ambiente e i personaggi, la storia coinvolge e scorre bene, l'intreccio dei vari personaggi con i loro intrighi e i loro drammi umani rende piacevole ed interessante la lettura, poi c'e' la peste che semina morte e disperazione nell' Inghilterra feudale, ed e' proprio con la fine del periodo di pestilenza che si aggiustano le cose e finisce il romanzo, la giustizia prevale e i cattivi soccombono; forse e' proprio l'appunto che si puo' fare all'autore, un po troppo buon fine, pensando che purtroppo nella realta' difficilmente era cosi'
